Come si sceglie un'agenzia o uno sviluppatore (senza pentirsene dopo)

Il portfolio dice poco e le recensioni ancora meno. Ci sono però otto domande le cui risposte, prese insieme, dicono quasi tutto — e tre segnali che dovrebbero farti chiudere la conversazione.

Cristian Laporta23 agosto 202610 min di letturaCome si sceglie

Riunione di lavoro attorno a un tavolo

Guarda tre cose, in quest'ordine: quante domande ti fanno prima di darti un prezzo (chi non chiede sta vendendo un modello), cosa succede quando finisce il rapporto (chi possiede dominio, dati e codice) e come sono legati i pagamenti (a consegne verificabili, non a date). Il portfolio e le recensioni contano molto meno di quanto sembri.

Stai per affidare a qualcuno una cosa che userai per anni, spesso senza avere gli strumenti per giudicarne la qualità tecnica. È una situazione scomoda e non si risolve imparando a programmare: si risolve facendo le domande giuste, che sono quasi tutte non tecniche.

Perché il portfolio dice poco

Un portfolio mostra il risultato, non il percorso. Non dice se il progetto è finito nei tempi, se il cliente ha dovuto rincorrere per mesi, se il sito dopo un anno funziona ancora, né quanto di quel lavoro sia stato fatto da chi te lo sta mostrando. Guardalo, ma per capire il gusto e il settore — non per giudicare l'affidabilità.

La domanda che vale più del portfolio: «Posso parlare con un cliente per cui avete fatto un lavoro simile due anni fa?» Il presente lo mostrano tutti; il passato di due anni fa racconta com'è andata davvero.

Le otto domande da fare

  1. «Chi lavorerà concretamente al progetto?» Chi vende e chi esegue coincidono? Se no, quando parlerai con chi esegue?
  2. «Cosa non è compreso?» Fatti elencare le esclusioni, non le inclusioni. È lì che nascono i conguagli.
  3. «Il dominio a chi è intestato?» La risposta giusta è una sola: a te. Sempre.
  4. «Il codice resta mio?» Per un lavoro su misura, deve. Se no, non è su misura: è un abbonamento con una spesa iniziale.
  5. «Cosa succede se ci separiamo?» Deve esserci una risposta chiara e già pensata su dati, accessi e passaggio di consegne.
  6. «Come sono legati i pagamenti?» A consegne verificabili, non a date del calendario.
  7. «Quanto costa una modifica dopo la consegna?» Una tariffa oraria dichiarata prima vale più di uno sconto.
  8. «Chi mi risponde quando c'è un problema, e in quanto tempo?» Un numero, un canale, un tempo. Non «ci siamo sempre».

I tre segnali per cui vale la pena chiudere la conversazione

1. Ti danno un prezzo senza averti fatto domande

Chi manda un preventivo senza aver chiesto chi sono i tuoi clienti, cosa fai adesso e cosa vorresti ottenere, non sta preventivando il tuo progetto: sta vendendo un pacchetto. Il preventivo sarà giusto per il pacchetto e sbagliato per te.

2. Garantiscono posizioni su Google

Nessuno può garantire una posizione, perché dipende da un algoritmo di terzi e dalla concorrenza. Si possono garantire le attività — struttura tecnica, contenuti, velocità — e si possono misurare i risultati nel tempo. Chi promette la prima posizione sta vendendo altro, o non sa di cosa parla.

3. Il dominio «per comodità lo intestiamo noi»

Non esiste una ragione tecnica valida. Un fornitore può gestire il dominio senza esserne intestatario. Quando questa risposta arriva, hai capito che tipo di rapporto ti stanno proponendo.

Agenzia, freelance o software house?

FreelancePiccola squadraStruttura grande
CostoPiù bassoMedioPiù alto
Parli con chi lavoraSempreQuasi sempreRaramente
Rischio se sparisceAltoMedioBasso
Competenze coperteUna o dueDiverseTutte
Adatto aProgetti delimitatiProgetti completi da seguire nel tempoProgetti grandi e strutturati

Non c'è una scelta giusta in assoluto. C'è una domanda che le attraversa tutte: se la persona che conosce il tuo progetto si ammala per un mese, cosa succede? La risposta a questa domanda vale più dell'organigramma.

Cosa deve esserci nel contratto

  • L'oggetto in dettaglio: elenco delle pagine o delle funzioni, non una descrizione generica.
  • Chi fornisce cosa: testi, immagini, accessi, dati da importare. Con le date.
  • I giri di revisione inclusi e il costo di quelli oltre.
  • Tempi e conseguenze del ritardo, di entrambe le parti.
  • Proprietà: dominio, codice, contenuti, account.
  • Riservatezza, se il progetto tocca dati sensibili o informazioni aziendali.
  • Manutenzione: cosa comprende, per quanto, a che prezzo dal secondo anno.
  • Uscita: cosa ricevi e in che formato se il rapporto finisce.

Come confrontare preventivi molto diversi

Non guardare i totali. Prendi un foglio, due colonne, e per ogni voce segna se c'è o non c'è: pagine, testi, immagini, grafica su misura o tema, migrazione dei contenuti, SEO tecnico, formazione, manutenzione del primo anno, hosting. Quasi sempre, dopo l'esercizio, la differenza fra i due si riduce a poche centinaia di euro — e la scelta si sposta su chi ti ha fatto le domande migliori.

Domande frequenti

Meglio un'agenzia o un freelance?

Dipende dal progetto e dalla tolleranza al rischio. Un freelance costa meno e parli sempre con chi lavora, ma se si ferma il progetto si ferma. Una piccola squadra costa un po' di più e copre più competenze. La domanda che vale per tutti: se chi conosce il progetto si ferma per un mese, cosa succede?

Un'agenzia può garantirmi la prima posizione su Google?

No. La posizione dipende da un algoritmo di terzi e dalla concorrenza, e nessun fornitore la controlla. Si possono garantire le attività (struttura tecnica, contenuti, velocità, dati strutturati) e si possono misurare i risultati nel tempo. Chi promette una posizione sta vendendo altro.

Il codice sorgente deve restare mio?

Per un lavoro su misura sì, e va scritto nel contratto. Se il fornitore non cede il codice, quello che stai comprando non è un software tuo: è l'uso di un software suo, cioè un abbonamento con una spesa iniziale. Può anche andare bene, ma è bene saperlo prima di firmare.

Come si confrontano due preventivi molto diversi?

Mettendoli in due colonne e segnando riga per riga cosa c'è in uno e non nell'altro: pagine, testi, immagini, grafica su misura, migrazione contenuti, SEO tecnico, formazione, manutenzione del primo anno, hosting. Quasi sempre la differenza si riduce di molto e la scelta si sposta sulla qualità delle domande che ti hanno fatto.

È normale pagare tutto in anticipo?

No. Un acconto fra il 30 e il 50% è la prassi, con il resto legato a consegne verificabili: grafica approvata, sviluppo completato, messa online. Legare le rate a risultati invece che a date del calendario protegge entrambe le parti.

Cosa devo chiedere sull'assistenza dopo la consegna?

Tre cose concrete: chi risponde (una persona o un canale, non «siamo sempre disponibili»), entro quanto tempo si impegnano a rispondere, e quanto costa un intervento fuori dal contratto. Una tariffa oraria dichiarata prima vale più di uno sconto sul progetto.

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